Giovanni RicciardiEntroterre. Cultura e territori in festival affonda lontano le sue radici. Già negli anni ’90 sono nate alcune realtà, come il JCE, il Festival di Musica Popolare di Forlimpopoli ed i corsi di Alto Perfezionamento, che hanno col tempo sempre più stretto le loro relazioni per formare una rete che non ha ancora terminato di allargarsi. Entroterre è dunque un organismo in costante cambiamento. I centri da cui partono questi percorsi rimangono Bertinoro e la Romagna. Con il violoncellista Giovanni Ricciardi abbiamo cercato di fotografarne lo stato attuale fermando un istante di questo flusso. Da quest’anno egli è direttore artistico della manifestazione ed ha saputo raccontarci il contesto in cui sono inseriti gli eventi.

Come possiamo definire il festival Entroterre?
È un festival per tutti nel quale vi si riconoscono diverse anime culturali, dal classico al jazz, al folk, al festival della cultura aborigena australiana, ai corsi di alto perfezionamento. Un’occasione di incontro fra le varie generazioni, la possibilità di scambio umano e l’eccellenza della musica per la gente, che incontrano la bellezza dei nostri territori per valorizzare e condividere il patrimonio culturale che ci appartiene e di cui abbiamo l’onere della conservazione e sviluppo.

Antonio Meneses

Cosa caratterizza la sua direzione artistica rispetto al passato?
Il punto centrale è la comunione di intenti con il presidente di Romagna Musica, Luigi Pretolani, vero artefice dello sviluppo del festival, con il quale lavoriamo “in concerto”, discutendo approfonditamente su ogni dettaglio e mantenendo sempre in primo piano le tre cose importanti che sono necessarie per far crescere qualsiasi cosa: passione, competenza e lavoro di squadra.
Non è difficile organizzare una stagione concertistica, più complesso è lavorare a un festival che si propone per costituzione di valorizzare le persone, i luoghi, i territori, il turismo e il recupero e la valorizzazione dei luoghi storici, un insieme di fattori che ben interagiscono solo se alla base c’è un grande desiderio di fare bene, tutti insieme. Poi certamente per me è un grande piacere poter invitare tanti colleghi e amici che ho conosciuto negli anni, con i quali ho lavorato e con i quali ho un rapporto di reciproca stima.

Rinaldo AlessandriniQuali sono i punti di forza dell’edizione di quest’anno?
Sicuramente il livello degli esecutori è un elemento importante, poter ascoltare nella stessa stagione il grande violoncellista Antonio Meneses, Rinaldo Alessandrini con Concerto Italiano – ensemble richiesto in tutto il mondo – Fabio Bonizzoni con il suo meraviglioso complesso strumentale barocco “La Risonanza”, il Premio Busoni Olaf John Laneri, il celebre primo contrabbasso del Teatro alla Scala, Giuseppe Ettorre, il Quartetto Fonè, è già un avvenimento raro ma non solo, partecipano a Entroterre Festival quest’anno anche il famoso jazzista Markus Stockhausen (figlio del celere Karlheinz), I Supersonus (progetto ECM), Italian Jazz Orchestra con Gabriele MirabassiSimone Zanchini e moltissimi altri musicisti, tutto questo restituisce un grande festival di carattere regionale dal respiro internazionale.

Inoltre Rai Radio 3 per questa edizione del Festival è media partner di Entroterre per tutti i concerti.
Sono anche molto orgoglioso di annunciare che quest’ anno Entroterre è ufficialmente entrato nel F.U.S. (Fondo Unico per lo Spettacolo), riconoscimento prestigioso (altre realtà finanziate dal F.U.S. sono fra le altre, Accademia Chigiana di Siena, Settimane Musicali di Stresa, Festival delle Nazioni …)

Come si integrano i percorsi di Entroterre?
Entroterre si caratterizza come un festival che punta sulla qualità della proposta artistica non solo sulla sua classificazione in generi. La suddivisione in percorsi aiuta a rendere intellegibile la nostra programmazione in una suggestione tra le diverse esperienze sensoriali che sono, a nostro parere, alla base di qualsiasi progetto di turismo culturale: un turismo delle emozioni, appunto. In futuro tale integrazione potrà svilupparsi in nuove proposte culturali. Il progetto Entroterre punta a sviluppare un nuovo rapporto con i territori che attraversa coinvolgendo le comunità, non sostituendosi ad esse, ogni proposta è sempre ponderata sulla base delle esigenze che le comunità esprimono e i nostri eventi si caratterizzano come elemento attrattivo sul quale sviluppare un'innovativa politica di promozione del territorio.

Bertinoro Quali sono i rapporti tra i percorsi del festival ed i territori in cui si svolgono i concerti?
È un lavoro lungo di dialogo con i diversi attori del territorio e il nostro fine è di rendere tutti partecipi nella sua evoluzione facendo proprie anche proposte che partono dal basso. Questa è la chiave del nostro successo: le nostre proposte non sono mai calate dall'alto, ma nascono attraverso un percorso partecipativo nel quale le nostre competenze riescono a coniugare tale percorso in una proposta artistica di qualità.

La rete di Entroterre si spinge anche oltre l’Emilia Romagna?
Si, ad esempio Entroterre gestisce 4 concerti per Musica sotto la Torre per Opera Primaziale Pisana, 14 concerti per il Polo Museale del Lazio e altre realtà perché è un festival che attinge a solisti ed interpreti di portata nazionale ed internazionale. Questo permette ad Entroterre Festival di auto rigenerarsi ogni anno in modo da presentare al pubblico sempre nuove idee e proposte.

Inoltre Entroterre è una creazione di Romagna Musica Società Cooperativa, dal 1998 al servizio della Cultura, realtà che si occupa di gestire, organizzare e progettare nell’ambito dello spettacolo.

Prevede altri cambiamenti per i prossimi anni?
La trasformazione è la base della vita