Eu.TerpeDa  qualche anno Forlì si sta rivelando vincente in Europa. Forse proprio per le contraddizioni che la attraversano, diverse realtà sono riuscite ad ottenere finanziamenti europei. Ne è esempio “Eu.terpe. Un’opera prima per una Europa inclusiva”, progetto che vede capofila l’associazione Bruno Maderna e che pone Forlì all’interno di un circolo virtuoso internazionale, in cui la città non subisce passivamente iniziative esterne, ma è protagonista di uno scambio di idee e di pratiche, andando anche oltre l’arte. Tutto questo è divenuto tangibile dal racconto di “Eu.terpe” che è emerso conversando con Federica Bacchi, presidente della Maderna.

Che cos’è "Eu.Terpe"?
"Eu.Terpe" è il nome che abbiamo dato al Progetto Europeo al quale abbiamo partecipato lo scorso anno per la sezione “Europa Creativa”. Il nome deriva dall’incrocio tra “Europa” e “Euterpe”, musa della musica (colei che rallegra) e ci sembrava un titolo beneaugurante.

Come è nato?
Siamo costantemente alla ricerca di bandi e possibilità di far lavorare l’orchestra e quindi abbiamo pensato di tentare anche la strada dei progetti europei. Siamo venuti a conoscenza di "Argo", agenzia che realizza questi progetti con sede a Faenza e appena abbiamo conosciuto Andrea Donda (una donna!) e Ognejn Tomic abbiamo capito che potevamo buttarci in questa avventura. Inizialmente abbiamo tentato un “Erasmus Plus”, che non è andato a buon fine; poi abbiamo pensato che con un tema forte si poteva tentare un “Europa Creativa”. Come spesso succede nelle cose si mettono insieme alcune idee, o suggestioni e ci si lavora un po’ sopra. Nel nostro caso lo spunto è nato dalla conoscenza fra Katia Mattioli e Missak Baoghbudarian (musicista, direttore d’orchestra siriano che per alcuni anni ha vissuto in Italia e collaborato anche con la Maderna) e dalla possibilità di portare la musica tipica siriana con strumenti della loro tradizione a Forlì. Da qui sono seguite riunioni, incontri con Argo da cui sono emerse le linee fondamentali del progetto. Anche per la ricerca dei partner Argo è stato fondamentale.

Eu.Terpe

Un successo importante…
Sono stati presentati 386 progetti da tutta Europa e 66 sono risultati vincitori. L’Italia ha partecipato con 87 progetti di cui ne sono stati selezionati 11.

È anche una bella occasione di crescita…
Le due orchestre coinvolte, Maderna e Orquesta Ciudad de Almeria (Spagna), sono piccoli organismi non stabili, ma significativi che svolgono attività di diffusione della cultura anche locale: il rafforzamento delle piccole orchestre è uno degli obiettivi del progetto.

Chi sono gli altri partner?
Il terzo partner è costituito dall’associazione Urban di Sarajevo. Non si tratta di musicisti ma di fotografi e film maker che stanno riprendendo tutti i nostri incontri per poi realizzare un film che verrà presentato a Sarajevo al Sarajevo Film Festival. Infine non come partner, perché non europei, ci sono i musicisti, siriani che costituiscono il fulcro del progetto. Vi sono Missak Baghboudarian, che ancora vive e lavora a Damasco che sarà il nostro direttore d’orchestra, e alcuni musicisti fuggiti dalla Siria e residenti per la maggior parte in Germania dove hanno fondato l’Orchestra Sepo (Syrian Expat Philarmonic Orchestra).

Missak BaoghbudarianCome avete proceduto?
Per unire tutti questi soggetti abbiamo pensato di fare un bando di composizione per selezionare tre musicisti (residenti o nati nei tre paesi Italia, Bosnia, Spagna) ai quali è stato affidato il compito di scrivere un brano musicale. Ecco dunque spiegato il titolo del progetto “Eu.terpe un’opera prima per una Europa inclusiva”. Il primo meeting si è svolto a Forlì in giugno e lì abbiamo definito tutte le tappe e soprattutto scritto il bando per selezionare i compositori. Il bando è uscito a fine luglio. Hanno partecipato alla selezione 117 candidati (70 italiani, 43 spagnoli, 4 bosniaci).

C’era una commissione?
Sì, era costituita da Mauro Montalbetti (Presidente, compositore), Francesco Antonioni (compositore), Michael Thomas (direttore d’orchestra e violinista) e a fine settembre sono stati individuati i tre vincitori Annachiara Gedda, Vedran Mehinovich e Marcos Fernandezm, che a ottobre si sono incontrati a Sarajevo e sotto la direzione di Missak hanno stabilito come procedere nel loro lavoro.

È nata così la nuova opera…
Il brano si chiama Eu.terpe suite è formato da tre movimenti: In the likeness off a sight (di Annachiara Gedda), Void presence (di Vedran Mehinovich) e Diaspora of symbol (di Marcos Fernandez). Abbiamo ricevuto le parti giorni fa e da una prima lettura direi che in tutti e tre i casi si tratta di scritture decisamente contemporanee. Ognuno ha scelto il suo personale linguaggio tenendo presente che il tema è quello della danza. L’organico orchestrale è di impianto classico con aggiunta di percussioni.

Eu.TerpeQuando è prevista la prima?
Dal 9 al 13 febbraio il progetto sbarca a Forlì. Accanto al concerto il giorno 13 al Teatro Diego Fabbri, ci saranno anche attività parallele al fine di divulgare il messaggio intrinseco al progetto:

Il progetto rafforzerà innanzitutto la reciproca comprensione culturale tra i musicisti delle orchestre coinvolte, usando la musica come canale di comunicazione e promuoverà anche il dialogo interculturale e inter-religioso e il rispetto per altre culture, coinvolgendo utenti diversi durante gli eventi collaterali pubblici, attraverso un dibattito politico informato come un aspetto dell'attività culturale. Il progetto Eu.Terpe inoltre, rinnova l'appello della musica classica al giovane pubblico grazie ad attività di comunicazione e di promozione, che mirano a rivedere l'immagine vecchio stile troppo spesso associata ad essa. Un nuovo approccio volto a coinvolgere gli studenti sarà guidato da flash mob che introdurranno l'orchestra al suo (giovane) pubblico insieme a narrazioni creative (Storytelling), prove aperte ed eventi di sensibilizzazione sulla crisi di rifugiati siriani.
Per rivelare le esperienze mai raccontate dei suoi musicisti, ora dispersi tra l'Europa e la Siria, sarà realizzato un film (ad opera del collettivo Urban-Sarajevo) che ne documenta le vicende. Sia i musicisti che il pubblico parteciperanno al filmato con contributi spontanei, diventando i co-narratori di un'impresa musicale, contribuendo ad un risultato di grande rilevanza per la costruzione di un’identità europea in divenire e per la sfera pubblica europea.
Attraverso la musica questo film documenterà lo scopo del progetto di aiutare i musicisti siriani a tenere insieme i frammenti della loro identità culturale ormai dispersa e testimoniare ancora una  volta il potere della musica come veicolo di conoscenza e di comprensione reciproca.

Orchestra Bruno MadernaAnche sulla base di questi obiettivi, come pensate risponda la città?
Ovviamente pensiamo che “Eu.Terpe” sia un bellissimo progetto e ci aspetteremmo molto pubblico; sappiamo però che il pubblico della musica si sta lentamente formando e difficilmente avremo numeri altissimi. Stiamo facendo una buona campagna pubblicitaria e soprattutto questo progetto ci ha messo in contatto con realtà alle quali non eravamo riusciti ad avvicinarci fino ad ora. Mi riferisco ad esempio all’Università, che ospiterà i nostri musicisti per una lezione e a Koinè (associazione studentesca universitaria) che partecipa attivamente con l’organizzazione di un aperitivo con i musicisti e collabora alla diffusione dei nostri eventi. Mi riferisco anche al Centro Diego Fabbri che ci affianca in tutta l’attività.

Per te quale ruolo ha la musica in una situazione storica così difficile come quella attuale?
La musica, come le arti in genere stanno vivendo da moltissimo tempo la crisi del nostro Paese che a mio avviso è in primo luogo culturale oltre che economica. Credo infatti che la prima sia partita moltissimo tempo fa quando ancora il paese era in buona salute ed è cominciata con lo smantellamento della scuola, l’impoverimento del Conservatorio attraverso una riforma maldestra, la chiusura delle orchestre non tanto per ragioni economiche (le aziende si possono risanare) ma per incuria. La musica è scomparsa dalle città medio piccole e, se uno non vive a Milano, è possibile che non abbia mai la possibilità di vedere una orchestra dal vivo. Il lavoro è diminuito per tutti e la stessa qualità di un lavoro così artigianale come l’orchestra viene penalizzato dai pochi giorni di prova che ormai sono imposti per motivi economici.

Federica Bacchi

E allora?
Però, constatato ciò mi sento obbligata ad essere ottimista perché in Conservatorio ho la responsabilità di una classe e di ragazzi che nonostante tutto impegnano il loro tempo nello studio dello strumento e che devono essere motivati. Questo è anche il motivo per cui in pochi pazzi (e alcuni amici musicisti molto illuminati e generosi) stiamo impegnando tutte le nostre energie per portare avanti il progetto Maderna: produzione, offerta di spettacoli con grandi solisti, formazione del pubblico a partire dalle scuole, formazione professionale con le Master e i tirocini in orchestra. Credo che un piccolo cambiamento si stia producendo, vedo ragazzi più giovani ai concerti e una entusiastica partecipazione alle nostre master.

Il mondo è comunque cambiato….
Sì, i ragazzi sono completamente diversi da come eravamo noi ma la musica può coesistere anche con questa nuova realtà. Nella Regione dell’alta Austria dove si trova Leonding (città gemellata con noi per il progetto “Muse”) il governo spende per le scuole di musica il 65% del budget riservato alla cultura, poi c’è budget per la musica e le orchestre. Questa è la migliore risposta a chi dice che la musica in particolare quella classica non interessa ai ragazzi….

Hai accennato a “Muse”, è un altro bando europeo che avete vinto: ce ne puoi parlare?
“Muse” è un “Erasmus Plus” dedicato quindi alla formazione degli strumentisti: per noi è significativo. Coinvolge 5 partner provenienti da 3 paesi diversi: associazione Musicale Bruno Maderna (capofila – Italia), Istituto Musicale “Angelo Masini” (Italia) Stadtkapelle Leonding (Austria) Landesmusikschule Leonding (Austria) e Conservatorio Oficial de Música “Hermanos Berzosa” Cáceres (Spagna). Il progetto, che fa parte dei 36 selezionati tra 157 in tutta Italia, ha preso avvio a gennaio 2018 per terminare a fine 2019.

Quali sono gli obiettivi?
Prima di tutto vogliamo sviluppare le competenze degli studenti per aumentare le loro opportunità occupazionali ed aumentare le abilità degli insegnanti che lavorano nelle scuole di musica, per supportare la formazione e l’occupazione dei propri studenti. Infine si intende promuovere la cooperazione e i legami tra educazione formale (scuole superiori) e mondo del lavoro (orchestre).

Istituto Musicale “Angelo Masini”Come pensate di procedere?
Ogni partner realizzerà una formazione orchestrale ed una master class che daranno agli studenti partecipanti la possibilità di suonare e formarsi con le Orchestre dei vari paesi e con musicisti famosi. I periodi di realizzazione delle attività saranno concordati tenendo anche in considerazione le esigenze degli studenti di età compresa tra i 15 e 17 anni. Ogni attività prevede la partecipazione di 5 studenti per ogni paese e durante le formazioni orchestrali i 15 ragazzi saranno affiancati dai musicisti professionisti in veste di tutor.

I tempi di realizzazione?
In Italia la formazione orchestrale sarà verso fine agosto, poi a seguire in Austria e Spagna. Nel 2019 avremo le master class.

Vi saranno altre attività?
Oltre alla parte musicale il progetto avrà come risultato tangibile la creazione di due strumenti per l’occupazione: prima di tutto si realizzerà una Guida Operativa che racchiuda le buone pratiche, misure e azioni da realizzare concretamente per supportare l’occupazione degli studenti. Secondariamente verrà costruita una Piattaforma virtuale che permetta l’incontro di domanda e offerta, tra studenti e orchestre.

Anche questo dunque apre prospettive importanti...
Il Kick of meeting si è svolto la settimana scorsa e l’impressione ricevuta dall’incontro con i nostri partner è stata molto positiva. Sarà sicuramente un percorso stimolante da cui anche noi avremo molto da imparare. Per il “Masini” sarà sicuramente un momento di crescita che spero coglieranno sia i ragazzi sia i docenti.