Madonna della MisericordiaSpente ormai da tempo le luci della Belle époque boldiniana, Forlì si è immersa nel mondo di Piero della Francesca, per indagare soprattutto la fortuna che la sua opera ha avuto nei secoli successivi. È stata infatti inaugurata il 13 febbraio Piero della Francesca. Indagine su un mito, undicesima mostra che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì organizza ai Musei San Domenico. “Una galleria di specchi” l’ha più volte definita Antonio Paolucci, uno dei curatori. Si tratta di un gioco di riflessi in cui Piero della Francesca è una figura quasi assente, evocate da poche significative opere. È noto infatti che la sua produzione si concentrò soprattutto sull’affresco.

Renato Guttuso, Bracciante siciliano Una “commessa” molto semplice: un’opera pittorica di dimensioni 70x90 sul tema del lavoro. Questa fu la richiesta che nel 1949 Giuseppe Verzocchi, proprietario della fabbrica di mattoni “Verzocchi & De Romano”, inviò via lettera ad una settantina di pittori italiani tra i più famosi dell’epoca. L’altra condizione era che il quadro, per il quale il committente avrebbe corrisposto 100.000 lire, doveva contenere un mattoncino con la sigla “V&D”, marchio dell’azienda. Le opere sono conservate e visitabili al piano terra di Palazzo Romagnoli a Forlì insieme ai documenti che raccontano i contatti tra Verzocchi e molti dei maggiori artisti italiani del secondo dopo guerra: tra essi troviamo Vedova, De Pisis, Depero, Casorati, Guttuso, Capogrossi, De Chirico e Carrà.

C’è un filo, neanche troppo sottile, che lega le due mostre fotografiche ospitate a Forlì in questo periodo a pochi metri di distanza l’una dall’altra: stiamo parlando di Icons And Women di Steve McCurry, aperta ai Musei San Domenico fino al 10 gennaio 2016, e Volti invisibili, una video installazione di Francesco Francaviglia che si può vedere all’oratorio di San Sebastiano fino al 18 ottobre prossimo.

Tempio Malatestiano:Un gruppo di studenti del Liceo Scientifico "Enrico Fermi" di Aversa (Ce) dall’8 giugno al 3 luglio frequentano uno stage su giornalismo e comunicazione nella sede di Assoform a Rimini. Nel corso della loro attività di studio hanno dedicato un articolo al Tempio Malatestiano, che pubblichiamo

I profumi dei campi, l’aria delicata della collina sono i petali di Sadurano, un ambiente che ha visto, negli anni, un felice connubio di arte e solidarietà.