Ferdinando SciannaI “Luoghi” sono nello sguardo di Ferdinando Scianna. Questo è uno dei rapporti che mette in relazione la “Settimana del Buon Vivere 2018”, intitolata Luoghi, e la mostra Viaggio, Racconto, Memoria, la retrospettiva del fotografo siciliano ospitata dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 ai Musei San Domenico. Per il quarto anno consecutivo la Fondazione Cassa di Risparmi di Forlì ha scelto di accompagnare gli eventi che per più di sette giorni hanno animato la Città con una mostra dedicata ad un grande fotografo. Giocando con le luci e le ombre di “luoghi”, personaggi e situazioni del mondo, dagli scatti di Scianna, come da quelli di Steve McCurry, Sebastião Salgado ed Elliott Erwitt, emerge un’idea complessa di “Buon vivere”, che nasce dalla consapevolezza del suo contrario.

Attraverso le sei sezioni della mostra, curata da Denis Curti, Paola Bergna ed Alberto Bianda ed organizzata da “Civita Mostre”, si dipana un racconto articolato in oltre 180 fotografie il cui protagonista è sempre lo sguardo di Scianna. Questo sguardo, a suo avviso, non costruisce la realtà, ma la interpreta ogni volta: la memoria, i “luoghi”, i viaggi e le ossessioni divengono il filtro attraverso cui vedere e narrare il mondo dalle guerre alla moda, dagli intellettuali allo sfruttamento fino all’incanto della natura. «Ho sempre fatto una distinzione netta – scrive Scianna - tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo». Da questo punto di vista, la mostra si presenta come un percorso autobiografico, benché Scianna non sia presente nelle sue immagini. I pannelli che accompagnano l’esposizione sono racconti in prima persona, da cui si evince innanzitutto il particolarissimo rapporto di amore/odio che lega il fotografo alla sua terra di origine. La Sicilia e Bagheria sono per lui luoghi della memoria da cui ogni suo scatto non può prescindere, sia esso un bambino del Kami o una modella di Dolce & Gabbana o uno scrittore come Leonardo Sciascia. Emblematica allora è la scelta del bianco e nero che accomuna tutte le foto esposte, ed in cui si riflettono le luci e le ombre che da sempre attraversano la Sicilia e che esprimono con efficacia la sua drammaticità, intesa come forza delle emozioni e dei sentimenti, in senso positivo e negativo.

 Leonardo Sciascia

Questi ed altri elementi forniscono quell’unità che consente a Scianna di dare al proprio lavoro quella cifra stilistica capace di creare un racconto continuo del nostro tempo, in cui ambiti anche molto lontani trovano la medesima dignità. Il suo considerarsi sempre un reporter gli consente di abbattere le barriere tra cultura alta e cultura bassa. Si tratta di un obiettivo che il nostro tempo richiede con sempre maggior forza, ma che, come dimostra proprio la “Settimana del Buon Vivere”, necessita di un delicato equilibrio, spesso non facile da ottenere. Lungo questo sottilissimo crinale corre il bianco e nero di Ferdinando Scianna, con le sue luci e le sue ombre. È un insegnamento delicato e molto prezioso.