Sebastião Salgado, GenesiCome ogni anno, anche nel 2016 l’autunno è il tempo della qualità delle mostre d’arte al complesso dei Musei San Domenico. Ci riferiamo in particolare a Genesi, l’esposizione itinerante di Sebastião Salgado, che la Fondazione Cassa di Risparmio ha portato a Forlì. Le luci, paradossalmente esaltate dal bianco e nero, delle immagini del fotografo brasiliano si potranno vedere al San Giacomo fino al 30 gennaio 2017. Dopo il successo nel 2015 di Icons di Steve McCurry, si continua a puntare su grandi fotografi la cui arte pone in relazione il piano estetico con quello etico.

Sebastião Salgado, GenesiLa mostra di quest’anno appare il perfetto completamento della precedente, prima di tutto sotto il profilo stilistico: fortissima è l’opposizione tra il colore di McCurry e il bianco e nero di Salgado. A queste scelte corrispondono differenti punti di vista e diversi “soggetti”: se il primo punta il suo obiettivo sull’uomo in quanto animale sociale, al centro delle immagini del fotografo brasiliano, soprattutto in Genesi, c’è la natura. Anche in questo caso le due alternative non sono inconciliabili, ma appaiono una come il completamento dell’altra. Quando McCurry si interessa di natura “mette a fuoco” gli effetti che il comportamento umano ha su di essa; Salgado, vede ancora l’uomo come parte della natura. Ne sono esempi le tante fotografie che ritraggono corpi nudi. Esse non hanno nulla di erotico o sensuale, ma raccontano come i rapporti tra le popolazioni che noi chiamiamo “primitive” e il loro ambiente sia quasi assolutamente privo di mediazioni. Il cambiamento del significato del “nudo” mostra come Genesi sia un cammino nel tempo attraverso lo spazio. Il fotografo brasiliano è andato alla ricerca delle nostre origini, viaggiando per i cinque continenti che scandiscono il percorso espositivo. Centrale è l’habitat di uomini ed animali: è questo forse il vero concetto di “Genesi”. La mostra non è un inno alla natura, ma una ricerca, sia nelle immagini più liriche e poetiche sia in quelle più violente in cui si esprime la potenza degli elementi. Genesi interroga l’uomo civilizzato sul presente e sul futuro a partire dal passato.

 Sebastião Salgado, Genesi

La luce di queste fotografie ha una perfetta risonanza nella luminosità del San Giacomo, che finalmente trova con questo evento la funzione che gli è più propria. Lèila Wanick Salgado, moglie dell’artista e curatrice della mostra, ha fortemente voluto questa collocazione intuendo le autentiche potenzialità di questo spazio, che è entrato nel cuore dei forlivesi. La cittadinanza si è ormai affezionata al complesso museale ed ai suoi eventi anche sull’onda delle numerose immagini ed informazioni che ruotano attorno a piazza Guido da Montefeltro. Ora tocca al Comune, alla Fondazione ed al pubblico seguire la strada indicata da Lèila Wanick Salgado.