Enrico Lombardi"Chi non ha passato non ha presente, né tantomeno futuro”. Queste parole del pittore Enrico Lombardi sintetizzano non solo la sua opera, ma anche la sua riflessione sull’arte. Lo abbiamo intervistato a conclusione della mostra “The Kingdom” alla galleria Luigi Michelacci di Meldola: ci è sembrato un’occasione preziosa per ascoltare il racconto del suo passato, del suo presente e del suo futuro.

Cos’è per lei la pittura?
Potrei dire, con un po' di retorica romantica, che la pittura è la mia vita, e in questo vi sarebbe molta verità. Ma preferisco andare un poco più a fondo. La pittura è uno dei  linguaggi espressivi tradizionali attraverso cui ho deciso di lasciare la mia testimonianza estetica. Ho detto 'uno' perché, da sempre, utilizzo anche la scrittura e la musica. La pittura certamente il mio linguaggio privilegiato. Nonostante sia cresciuto in un'epoca che sta progressivamente rimuovendo la pittura stessa e la sua stessa possibilità, non solo di essere prodotta, ma anche di essere letta, ho scelto questo mezzo espressivo per la sua profondità e completezza. Anche perché, attraverso la sua pratica, posso esprimere il mio grande amore per la nostra immensa tradizione pittorica, soprattutto quella che va dal medioevo al primo rinascimento.

Ossessioni

C’è opposizione tra astrazione e figurazione?
"Astrazione" e "figurazione" sono categorie critiche, prima ancora che di pensiero. Categorie che, guardate attentamente, denunciano spesso la loro povertà e genericità. Il grande Carrà diceva sempre che la vera pittura è sempre una miscela perfetta delle due cose e la pittura antica, a cui faccio riferimento, ne è l'esempio assoluto. Per quanto riguarda il mio lavoro, pur essendo lucidamente consapevole che la modernità ha avuto bisogno di queste povere categorie per ragioni in fondo meramente classificatorie e commerciali, esso si svolge tutto all'insegna di un profondo desiderio di superare ognuna di queste barriere per tentare di fondere, ancora una volta, astrazione, figurazione e pensiero concettuale. Tentativo forse riuscito, ma ancora ben poco compreso.

La maschera della MedusaPossiamo ripercorrere il suo cammino artistico?
Inizio come pittore espressionista astratto, facendo grandi tele e carte ispirate alla tradizione americana. Poi, dopo un viaggio a New York, ed aver avuto una specie di illuminazione davanti agli affreschi di Santa Croce a Firenze, volgo tutta la mia ricerca ad una sorta di recupero del nostro linguaggio pittorico primitivo, in contrasto assoluto con le tendenze più contemporanee. Questo viaggio non è più terminato e si è sviluppato attraverso serie di opere quasi tematiche, in cui predomina il tema della casa (quasi come la bottiglia per Morandi). Ora, dopo una specie di giro di boa, sono in una fase di rimeditazione-resurrezione dei miei temi stessi, per arrivare ad una specie di opera assoluta in cui la cosa più importante sia la libertà dell'atto del dipingere.

Quale è il suo legame con la pittura del passato?
Recentemente ho scritto : "chi non ha passato non ha presente, né tantomeno futuro". Direi che qui vi è tutta la risposta. Amo profondamente la pittura antica, alcuni grandi moderni e nessuno dei miei gesti avviene mai al di fuori di questo amore per la nostra immensa tradizione.

Come vede la situazione dell’arte a Forlì?
Se devo essere sincero, per scelta e per destino, sono piuttosto isolato e non amo l'aspetto informativo, per cui non sono al corrente di cosa stia accadendo realmente nella mia città. Ma, conoscendo alcuni giovani molto interessanti ed alcuni artisti giunti a maturità, direi che la scena è abbastanza vivace, anche se la città è terribilmente lontana dal far emergere queste realtà. Vorrei ricordare la preziosa ricerca di Stefano Gattelli e di Monica Spada. E, tra i più giovani, il lavoro di Angela Maltoni, Luca Freschi, Matteo Lucca.

Progetti?
Nella mia testa non c'è che un'ininterrotta girandola di progetti che si muovono e crescono in me con terribile vivacità, ma dei quali solo alcuni, poi, riescono a farsi carne. Certamente due sono quelli su cui sono più concentrato: una mostra sul 'labirinto' insieme alla mia compagna Monica Spada e una mia personale intitolata 'Jazz' con opere nuove, alcune delle quali dipinte in omaggio ai più grandi musicisti jazz. Ma, soprattutto, continuare a dipingere, malgrado tutto, cercando di spostare sempre più profondamente la mia soglia.