Opere del noto pittore forlivese Giovanni Marchini (Forlì 1877- 1946) sono esposte in una bella mostra antologica alla Galleria Farneti in Via degli Orgogliosi, Forlì.  Si tratta di dipinti, alcuni inediti, appartenenti alla famiglia Marchini che, per l’occasione, ha anche pubblicato un libro con le riproduzioni di molti quadri, fotografie d’epoca , disegni e anche recensioni sui giornali riferite alle mostre allestite quando il pittore era ancora vivo.Particolarmente significativa è l’autopresentazione che  Marchini fa di sé e della sua arte, nella sua ultima personale (1943),  riportata in apertura del libro: «…il gruppo di opere esposte sono la sintesi dell’attività mia, la vicenda di un pensiero vissuto sostanziato di poesia e d’amore. Io sono dunque tutto nella mia arte, spirito e tavolozza, concetto e realizzazione senza pretese miracolistiche o novità che non siano il risultato di un processo spontaneo, frutto di incontenibili emozioni». Marchini non fu solo un ottimo pittore (allievo di Giovanni Fattori e  frequentante le Accademie di Belle Arti di Firenze, Venezia e Roma) ma anche xilografo, decoratore e autore di bassorilievi. A lui si deve la creazione , nel 1920, del Cenacolo Artistico Forlivese che, in quegli anni riunì artisti di arti visive , poeti, scrittori e musicisti. Il Cenacolo ebbe vita fino al 1928 e questo periodo fu sicuramente uno dei più vivi dell’arte forlivese del ‘900. I quadri di Marchini sono stati sempre fedeli al linguaggio figurativo. In essi l’espressività lirica veniva trasmessa attraverso un sapiente gioco di bagliori di luci e di colori. I temi preferiti da Marchini erano gli  animali, i paesaggi, le persone umili: attraverso queste immagini l’artista esprimeva tutta la sua sensibilità e la sua carica umana. Chi non ricorda, ad esempio, il Cavallo narratore ispirato alla novella di Tolstòj? Oppure la dolente solitudine dei Vecchioni (1900) esposto nell’attuale mostra? Vita dei campi, pecore, ma anche immagini della prima guerra mondiale vissuta direttamente dal pittore, descrivono la forza, il volto, l’anima e la vita di Marchini. La mostra e il libro sono stati curati da Arrigo e Monique Marchini e da Rachel Giroux. All’interno è riportata la biografia dell’artista attraverso i ricordi della figlia Donatella. La mostra resterà aperta fino al 13 aprile