EatalyLa recente apertura di “Eataly” in piazza Saffi a Forlì ha dato vita ad una serie di interpretazioni sulla sua collocazione nel cuore del tessuto urbano. Sicuramente il suo arrivo rientra in un progetto che da qualche anno il Comune e la Fondazione Cassa dei Risparmi stanno portando avanti per cambiare il volto della città, le abitudini dei suoi abitanti e l’immagine che essa manda all’esterno. Secondo alcune autorevoli opinioni la presenza di questa catena alimentare renderebbe Forlì la prima città con un centro commerciale in piazza. È proprio così?

Per comprendere la validità di una simile affermazione è necessario ragionare sul significato del termine “commerciale”. Sicuramente grazie al mercato piazza Saffi il lunedì ed il venerdì torna ad essere luogo di scambio, come lo sono molte piazze dalla notte dei tempi: nulla di nuovo dunque. “Eataly” sembra voler riprendere questa dimensione umana e storica del commercio, benché i suoi prezzi si allontanino molto da quelli delle bancarelle. È una logica opposta a quella dei centri commerciali, come “Punta di Ferro”. Passare le sere d’estate per piazza Saffi e vedere i clienti di “Eataly” sulla terrazza di Palazzo Talenti Framonti è un’immagine assai lontana da un’atmosfera “sotto vuoto” tipica dei grandi punti di distribuzione. I cartelloni che si trovano all’interno di “Eataly” non annunciano grandi offerte, ma raccontano le storie degli alimenti e del territori da cui provengono.

Palazzo del Podestà

Analogamente piazza Saffi narra la storia della città: le pietre, i palazzi, le chiese costudiscono le memorie di feste, decapitazioni, processioni, comizi, baci, incontri e discussioni, che si sono susseguiti al suo interno in più di 800 anni. Le vicende della nostra città sono ben rappresentate negli edifici di una delle piazze più grandi d’Italia. Essi appartengono a diverse epoche (dal Medio Evo al Rinascimento, fino al fascismo), ognuna delle quali ha voluto lasciare un segno in un luogo centrale per la vita della comunità. Emerge allora il concetto di “centro storico” come spazio dove conservare il passato, vivere il presente e costruire il futuro, in un intreccio di una e tante storie, che sono la migliore alternativa ad un centro commerciale in piazza.

San Mercuriale