Festa di Radio 3Come integrare le differenze? Da più di un secolo questa domanda diviene ogni giorno più urgente per ricostruire continuamente la convivenza civile. Una strada per mettere in relazione le diversità è trovare qualche elemento comune su cui edificare un dialogo. Tre (non a caso “tre”) di questi possibili legami sono “arte”, “cultura” e “lavoro”, parole che anche quest’anno sono state gli assi portanti della Festa di RAI Radio 3, che si è svolta a Forlì da venerdì 10 a domenica 12 giugno.

Sono termini a loro volta intrecciati dall’idea di “tempo”, quel tempo che attraversa le nostre vite, non solo in senso orizzontale, ma soprattutto nella profondità, come ha ricordato Roberto Vecchioni. Arte, cultura e lavoro sono contemporaneamente il passato, il presente e il futuro di Forlì come di tutta Italia: esse sono tracce di un passaggio umano più o meno nascoste in ogni angolo del nostro Paese. Sono tracce differenti che giungono da passati differenti e che noi siamo chiamati a connettere per aprire futuri differenti. La costruzione di nessi è stata la chiave dei programmi che Radio 3 ha portato a Forlì.Festa di Radio 3

Forse il manifesto di queste giornate la stata la seconda Lezione di Musica che ha visto il clarinetto di Igor Armoni, ed il QuartettOcMantova eseguire il Quintetto in LA maggiore K 581 di Wolfgang Amadeus Mozart. L’introduzione di Giovanni Bietti ha messo ben in evidenza il valore etico della musica da camera come esempio di ascolto (funzione privilegiata dalla radio) e di dialogo. Proprio in questo spirito non sono mancate le altre musiche come il jazz ed il repertorio popolare, sempre mantenendo alta la qualità dell’arte, della cultura e del lavoro. Questa forse è la chiave del dialogo: la qualità. Essa si è declinata in mille modi diversi, mille linguaggi, mille contenuti, mille toni: dalla divulgazione scientifica di Piergiorgio Odifreddi, al teatro di Laura Curino, fino alla satira di Sergio Staino e Dario Vergassola, senza citarli tutti. Questi cammini hanno attraversato anche situazioni in cui il dialogo non è un valore e dove la qualità dell’arte, della cultura e del lavoro ancora non è riconosciuta, così come non sono riconosciuti i diritti umani. Per Radio3 mondo è stata questa l’occasione per fare il punto della situazione sul caso di Giulio Regeni.

David RiondinoUn altro filo che ha legato le storie di Forlì, dell’Italia e del mondo è stato Il canto dei lavori che David Riondino e Patrizio Fariselli hanno intessuto a partire da La piazza universale di tutte le professioni del mondo, libro che il romagnolo Tommaso Garzoni scrisse nel 1585: una copia di questo volume è conservata nel Fondo Piancastelli. Confrontarsi oggi con questo antico catalogo dei mestieri vuole dire dialogare col tempo. Attraverso il gioco e l’ironia si è andati alla scoperta di lavori scomparsi che ai nostri occhi appaiono un po’ folli. “Follia” è stata l’altra grande parola che ha attraversato le tre giornate, e che è stata evocata da scrittori come Paolo Nori: essa porta a quella scoperta di altri punti di vista necessaria per incamminarsi sulla via del dialogo.

Radio 3 ha portato a Forlì la qualità: ognuno poteva “sentire” quello che era maggiormente affine al proprio gusto.

È possibile riascoltare tutte le trasmissioni della Festa seguendo questo link.